finalisti

Candidati al premio Strega 2016

la scuola cattolicadi Edoardo Albinati, ed. rizzoli

Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l’amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose.

L’uomo del futuro, di Eraldo Affinati, ed. mondadori

Un messaggio più spirituale che politico, di cui Affinati prova a restituire un’immagine accorata, invitando il lettore a recuperare l’opera di Don Milani, anche da atei, per riscoprire l’urgenza del suo programma pedagogico, in difesa di quegli ultimi che ora non sono più arroccati negli sperduti monti toscani, ma sbarcano quotidianamente lungo le nostre coste.

Se avessero, di Vittorio Sermonti, ed. garzanti

Per affrontare i fallimenti sentimentali ci vuole coraggio. E un grande senso pratico. Lasciarsi non è un affare che riguarda solo il cuore, ma questione delicata, che si chiude con il rito della “restituzione”… e qui entra in azione la “Final cut”.
Final cut è una commedia brillante che parla di ordine e confusione, è il ritratto parossistico della contemporaneità, è un romanzo incisivo e modernissimo che declina i sentimenti e riflette su cosa saremo più in là.

Il cinghiale che uccise Liberty Valance, di Giordano Meacci, ed. minimum fax

Giordano Meacci scrive un romanzo bellissimo, commovente, appassionante, che racconta l’eterno mistero dei nostri sentimenti e lo fa grazie all’antico espediente di trattare le bestie come uomini e gli uomini come una tra le molte specie viventi sulla Terra.

La femmina nuda, di Elena Stancanelli, ed. La nave di Teseo

Da questo brevissimo libro della Stancanelli, un certo tipo di donna italiana – di mezza età, lavoratrice, mediamente acculturata – esce a pezzi, canzonata con enfasi e ironia per il conformismo, per il linguaggio fintamente trasgressivo e l’incapacità di immaginarsi sobriamente single, ma l’autrice sembra voler offrire una via d’uscita nel recupero di una solidarietà di genere, l’unica ancora di salvezza capace di tutelare la donna dall’anaffettività del moderno rapporto di coppia.